Alexey Titarenko: the suspension of time.

In the foggy streets of St. Petersburg, Titarenko wanders around to capture the residual atmospheres of the night’s time. The early morning snow still virgin, the light that opens the eyes on the facades of old and dusty buildings, a figure made more of condensation than of flesh and veins, this is the face described... Continue Reading →

Francesca Woodman:  On being an angel

“Ho dei parametri e la mia vita a questo punto è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza da caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”. Queste furono fra le ultime parole lasciate scritte da Francesca Woodman prima di abbandonare volontariamente la vita... Continue Reading →

Andrea Pacioni: Anime e Plumbee Visioni

Quando l'anima e il corpo vengono catturati da uno scatto e imprigionati nella materia. C'è un vecchia credenza che vuole che la fotografia possa rubare l’anima di chi viene fotografato. Gli indiani d'America, e come loro anche altre civiltà arcaiche, temettero una simile circostanza quando per la prima volta gli venne chiesto di posare per... Continue Reading →

Hervè Baudat: The photographer’s body

  Il corpo dell'artista calato nei quattro elementi cerca la propria via per la redenzione. Protagora disse: “L'uomo è misura di tutte le cose”. Attraverso il confronto che instauriamo con la realtà esterna impariamo a conoscere noi stessi e ciò che ci circonda. Hervè Baudat usa il proprio corpo per definire l'interiorità, per creare un... Continue Reading →

Irina Ionesco

“La fotografia per me è un qualcosa di essenzialmente poetico, me la immagino come una scrittura teatrale, dove fisso in uno svolgimento ossessivo e incessante tutti i miei fantasmi”. Queste le parole della fotografa franco rumena Irina Ionesco in occasione di una mostra monografica tenutasi a Milano qualche anno fa. Dopo 25 anni di silenzio... Continue Reading →

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